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gennaio 10, 2018

Lifestyle : Feminism, Women's News & Restaurant News.


Feminism and Women's News:
Il "femminismo" è al primo posto nel 2017, secondo il dizionario di Mirriam-Webster

È ufficiale: il dizionario americano Merriam-Webster afferma che la sua parola dell'anno 2017 è "femminismo". Peter Sokolowski, redattore di Mirriam-Webster, ha affermato che le persone che cercano questa parola sono aumentate del 70%. "La parola era nell'aria", ha detto Sokolowski.

Descritto come "la teoria dell'uguaglianza politica, economica e sociale dei sessi" dal dizionario, la parola "femminismo" significa anche "attività organizzata a favore dei diritti e degli interessi delle donne".

Altri contendenti per il premio del 2017 sono "complice" (ampiamente utilizzato nello scandalo Trump / Russia) e "dotard" (che è l'aggettivo che Kim Jong-un usato per descrivere il presidente degli Stati Uniti).

La parola "femminismo" ha avuto un enorme impulso con la Women's March del 21 novembre a Washington e in tutto il mondo. Con Women's Marches in tutta l'America, l'evento è considerato la più grande marcia di attivismo di sempre.

Proprio quando le ricerche stavano forse rallentando, è iniziato il movimento #metoo, che ha rimesso il 'femminismo' in prima fila, rafforzato ancora una volta dal premio dell'anno della rivista TIME come 'The Silence Breakers'. - Leggi su Anne of Carversville





Restaurant News:
Massimo Bottura apre un ristorante a Firenze, anzi, un’osteria.

(Massimo Bottura Opened an All-Day Restaurant at the Gucci Garden
The Florence restaurant will cater to fashion fans)

Si chiama Gucci Osteria e si trova al piano terra del palazzo della Mercanzia che ospita il Gucci Garden con l’archivio della maison fiorentina, lo spazio museale, la boutique, e appunto il ristorante da 35 coperti. Il tre stelle Michelin, ai vertici della ristorazione mondiale nella classifica 50 Best, ha messo a punto il menù “Vieni nel mondo con noi” diviso in piatti, contorni, dolci.
Piatti
Culatello / prosciutto cotto / mortadella / strolghino, 20 €
Caesar Salad in Emilia – I sapori della classica Caesar Salad presentati in uno stile completamente nuovo, 15 €
Tostada di Palamita – Palamita marinata con tostada messicana, profumato e citrico, 20 € [la tostada è una tortilla appunto tostata]
Sgombro con salsa ponzu, 20 €
Winter Salad – Orzo e farro con brodo di cipolla arrosto e uovo cremoso, 15 €
Taka Buns – Bun cotti al vapore con pancia di maiale e salsa piccante, 15 € [un “omaggio” a Takahiko Kondo, sous chef di Bottura alla Francescana e marito della chef dell’Osteria, Karime Lopez]
Hot dog di chianina, 15 €
Emilia Burger15 €
Tortellini in crema di Parmigiano reggiano, 20 €
Napoli e Marsiglia non sono poi così lontane – Bouillabasse e pasta mista, 30 €
Risotto dove la foresta incontra il mare30 €
Lingua con salsa verde e lattuga grigliata, 25 €
Contorni
Melanzane Thai piccanti, 10 €
Carciofo alla Giudia10 €
Spinaci al Parmigiano Reggiano, 10 €
Dolci
Tiramisu roll cake15 €
Amarena cheesecake15 €
A dare vita ogni giorno al menu fiorentino ci sarà Ana Karime Lopez Kondo, colombiana di origine che arriva dal Central di Lima ed è la moglie di Taka Kondo, sous chef di Bottura che, ricorda il Corriere Fiorentino, una volta al mese per vedere il suo amore partiva da Modena per Lima il sabato notte dopo il servizio e tornava il lunedì sera in tempo per rientrare al lavoro il martedì a mezzogiorno.

A lui deve il nome i Taka Buns – Bun cotti al vapore con pancia di maiale e salsa piccante

Per l’Osteria, lo chef ha creato un menù originale ispirato dai suoi viaggi ma basato sulla gastronomia italiana. «Viaggiando per il mondo – ha detto Bottura durante la presentazione – la nostra cucina interagisce con tutto quello che vediamo, sentiamo e gustiamo. Aguzziamo gli occhi, sempre alla ricerca della prossima e inaspettata scoperta». Il menù includerà piatti iconici e variazioni inattese dei classici della cucina italiana, per un’esperienza gastronomica a orario continuato. Così Napoli incontra Marsiglia nella boullabaisse con la pasta mista, mentre i Bun (panini da burger) vengono cotti al vapore (tecnica cinese) e ripieni di pancia di maiale o ancora lo sgombro si arricchisce con la salsa Ponzu tipica della cucina giapponese.

«Il ristorante – ha ribadito lo chef – contribuirà a ricordare che Firenze è sempre stata un centro di scambi culturali, particolarmente durante il Rinascimento». A sottolineare questa idea, i versi di un canto carnascialesco del XV secolo di Lorenzo de’ Medici, la Canzona de’ sette pianeti, sono scritti in lettere dorate in alto sulle pareti della Gucci Osteria. Le prenotazioni si accettano al tel: +39 055 75927038 — Articolo di Scatti di Gusto - Eater



Feminism and Women's News:
Molestie, Catherine Deneuve: 
«Lo stupro è un crimine ma difendiamo la libertà di importunare». 


La lettera a «Le Monde» dell’attrice e di altre donne francesi: «Lo stupro è un crimine, ma il corteggiamento insistente o maldestro non è un delitto»

«Difendiamo la libertà di importunare, indispensabile alla libertà sessuale», è il titolo molto significativo della lettera aperta pubblicata da «Le Monde». Scritto da cinque donne — la critica d’arte e scrittrice Catherine Millet, la psicanalista Sarah Chiche, l’attrice Catherine Robbe-Grillet e le giornaliste Peggy Sastre e Abnousse Shalmani — e firmato da un altro centinaio, tra le quali la più celebre è Catherine Deneuve, il testo denuncia un «nuovo puritanesimo» e sostiene che «lo stupro è un crimine, ma il corteggiamento insistente o maldestro non è un delitto, né la galanteria un’aggressione maschilista».

La star del cinema aveva già espresso perplessità sullo scandalo Weinstein e sul movimento #balancetonporc («denuncia il tuo maiale»), versione francese dell’anglosassone #metoo, nell’ottobre scorso: «Lo trovo terribile. È una forma di sollievo? Ha una qualche utilità? E risolverà forse il problema?». Adesso Deneuve mette il peso della sua celebrità e del suo prestigio al servizio di una presa di posizione più meditata, che ha provocato immediatamente reazioni e polemiche. Le ha risposto subito l’ex ministra Ségolène Royal: «Peccato che la nostra grande Catherine Deneuve sottoscriva questo testo costernante. Tutti i pensieri di noi che abbiamo a cuore la libertà delle donne vanno alle vittime della violenza sessuale, schiacciate dalla paura di parlarne».

L’intervento denuncia gli eccessi del dopo-Weinstein: «C’è stata una legittima e necessaria presa di coscienza delle violenze sessuali esercitate sulle donne, in particolare nell’ambito professionale, dove certi uomini abusano del loro potere. Ma la liberazione della parola diventa oggi il suo contrario: bisogna parlare come si deve, tacere quel che infastidisce, e le donne che si rifiutano di piegarsi a queste ingiunzioni sono giudicate traditrici, o complici!».

Rispetto all’Italia, in Francia finora di questa posizione si è parlato meno. Il dibattito pubblico si è concentrato a lungo sulle accuse di violenza sessuale all’intellettuale musulmano Tariq Ramadan, con opposti schieramenti che si sono rinfacciati a vicenda cecità filo-musulmana o islamofobia. Il testo pubblicato ieri riprende dubbi e argomentazioni già note, ma con un rigore e una determinazione che segnano una svolta nella vicenda. «Il puritanesimo usa gli argomenti della protezione delle donne e della loro emancipazione per meglio incatenarle a uno status di eterne vittime, di poverette dominate da demoni fallocrati, come ai bei tempi della caccia alle streghe», si legge sul quotidiano francese. Il testo denuncia la trasformazione del femminismo in «odio degli uomini» e lamenta un’«ondata purificatrice»: «la confessione pubblica e l’incursione di procuratori autoproclamati nella sfera privata installano un clima da società totalitaria».

L’intento di fondo è separare la violenza dagli approcci sessuali, per quanto spinti o inopportuni, perché «la pulsione sessuale è per sua natura offensiva e selvaggia». E ancora: «Una donna può pretendere che il suo stipendio sia uguale a quello di un uomo, e non sentirsi traumatizzata per sempre perché qualcuno si è strusciato contro di lei in metrò». Alcune donne si dicono indignate, altre stanno aggiungendo la loro firma. Articolo su Corriere della Sera


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