"Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile".
𝒟𝒶𝒾𝓁𝓎 𝐼𝓃𝓈𝓅𝒾𝓇𝒶𝓉𝒾𝑜𝓃
Things That Inspire Me Everyday.
Spero che abbiate tutti una bella giornata!
𝓁𝑜𝓋𝑒, 𝒙𝒙 𝑺𝒕𝒆𝒇𝒂𝒏𝒊𝒂 p.s. more daily inspiration
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Perché essere gentili non è indice di minor autorevolezza o di debolezza, come spesso la società ci fa credere. Anzi, spesso la debolezza è il tratto distintivo di quei leader che usano la loro posizione e un fare aggressivo per farsi rispettare. Khalil Gibran diceva:
"Gentilezza e sensibilità non sono segno di debolezza e disperazione, ma manifestazione di forza e risolutezza".
Ma cosa è la gentilezza? E a cosa serve? Secondo il dizionario Treccani la gentilezza è un insieme di atti, espressioni, gesti di amabilità, garbo e cortesia ed è l’opposto dell’insolenza, della prepotenza, dell’impertinenza. Chi è gentile, insomma, mette in atto una serie di comportamenti, nei confronti degli altri che hanno alla base dei sentimenti importanti, come l’altruismo, l’onestà, la generosità e l’empatia. Un'abitudine che si può imparare fin da piccoli.
Nel libro "La Forza della Gentilezza" di Piero Ferrucci è scritto: concedere all'altro lo spazio per essere ciò che è e ciò che vuole essere, senza circondarlo, neppure nella nostra mente, di giudizi, consigli, pressioni, speranze. Lasciare che sia libero in questo spazio, avere fiducia che possa inventare da sé il proprio destino.
Senza questo spazio la gentilezza muore asfissiata. Se lo spazio c'è, allora può respirare e vivere. Questo è il rispetto che vorremmo ricevere. Questo è il rispetto che possiamo imparare ad offrire.
C'è una verità antica la scienza conferma: la gentilezza fa bene al cuore, sia di chi la riceve che di chi la fa. E' gratis, illimitata e non soggetta a condizioni restrittive. Capita di scambiarla per cortesia, come un sorriso di circostanza, di cui però la gentilezza vera non ha niente a che fare. Quando si vuol essere gentili non si dice sì per non ferire l'altro, ma si dice no, con grazia, perché lo rispettiamo.
Se ci fermiamo a riflettere, troviamo evidente che la nostra sopravvivenza dipenda dagli atti di gentilezza di tante persone. Dal momento della nascita, dalla cura dei nostri genitori fino alla vecchiaia, in cui dipendiamo di nuovo dalla gentilezza altrui. La vita è un palcoscenico di continui atti di gentilezza
L'autore ricorda:
●Le occasioni per essere gentili sono ovunque: la vita collabora e ci offre infinite occasioni, basta saperle vedere
●Ognuno è gentile a suo modo: ci sono infiniti modi per esserlo e provare ad esprimerlo;è importante conoscere quanto prima i propri
●Ogni persona è tutti gli altri: ogni individuo è l'umanità intera-la goccia nell'oceano e l'oceano nella goccia-se vogliamo davvero salvaguardare il pianeta
●La gentilezza è un cammino verso la liberazione: un modo per lasciar andare pesi e blocchi che ci imprigionano e per allentare l'eccessiva attenzione su di sé.
Essere gentili con gli altri significa imparare ad esserlo con sé stessi.
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